giovedì 7 febbraio 2008

La situazione politica attuale ci impone una serie di riflessioni. La Costituente Socialista , di fatto, è in fase di grave sofferenza. La scelta di Boselli di non adire ad un tesseramento che creasse la base di un sistema di consenso e che supportasse una riforma in senso proporzionale, ha di fatto allontanato la base popolare dall'accesso all'organizzazione della nuova realtà politica. Il sistema di adesione non permette che l'iscritto al partito possa interagire e determinare gli organismi dirigenziali. L'autoreferenza ha vinto e la Costituente è finita . Angius , Boselli e altri stanno elemosinando presso Prodi la loro collocazione certa nel Partito Democratico escludendo tutta la base elettorale. Si sono opposti ai congressi provinciali , regionali e nazionali. Nei prossimi giorni assisteremo alla dissoluzione di numerosi gruppi politici organizzati . Questo è dovuto al sistema elettorale vigente, ma avremo la possibilità di valutare la reale disponibilità politica dei dirigenti nei confronti della loro base elettorale. Noi Socialisti Italiani preferiamo rispettare la nostra piccola base e se faremo accordi, con partiti maggioritari della sinistra, lo faremo senza ingannare il nostro elettorato, non chiederemo meri finanziamenti mascherati da adesioni a partiti che non esistono.
Per il momento NON ADERITE al PS, esso ancora non esiste, gli iscritti al Partito dei Socialisti Italiani hanno ancora una associazione politica nella quale discutere ed organizzarsi.

Il Segretario di Roma e Provincia
Sergio Fioramonti


mercoledì 17 ottobre 2007

La Legge elettorale: a quando?

Zavettieri: legge elettorale sara' banco prova del Pd

“Faccio i miei complimenti al professor Sartori mai tenero con i socialisti, vecchi e nuovi – commenta Saverio Zavettieri - per il suo editoriale di oggi sul Corriere dal titolo “Lo stupidume elettorale”.

Il professor Sartori si chiede se “è intelligente o stupido tenersi per 5 anni una coalizione paralizzata” e se “è intelligente o stupido godersi per 5 anni un capo del Governo che non sa governare, e si risponde, come ogni uomo di buon senso, che “è stupido”. Si chiede ancora cosa “osta” a cambiare e si risponde che “osta soltanto lo stupidume inventato in Italia”. Possibile che una verità così elementare stenti a farsi strada nella classe politica e dirigente di questo Paese e si continui nella difesa ad oltranza di un bipolarismo in camicia di forza, utile a salvaguardare rendite di prigione e rendere inamovibile il ceto politico, e dannoso per il Paese che ha bisogno di governi che governino?

La nuova legge elettorale è il primo vero banco di prova a cui è chiamato a misurarsi il neo Partito democratico e la sua politica delle alleanze, ed in cui sarà definita la strategia dei socialisti e della Costituente che vedrà la luce col Congresso fondativo della primavera prossima”.

sabato 13 ottobre 2007

Veltroneide






Em.ma

WALTER SALVA LA SINISTRA EUROPEA

Del 13 ottobre 2007

Aldo Cazzullo è un simpatico e bravo giornalista e Paolo Mieli ha affidato a lui la puntata di lusso (ben due pagine sul “Corriere”) di una sceneggiata che ha avuto come unico attore Walter (gli altri sono solo comparse) svoltasi nell’ultimo mese su quotidiani e tv. Mi fermo alla prima domanda di Cazzullo che definisce Veltroni «il primo segretario che unisce i riformisti italiani». Tutti? Io sono italiano e riformista da un po’ prima di Walter e non ci sono, come altre migliaia di persone. Per essere riformisti ci vuole forse il bollino del Pd? La risposta di Walter è significativa: «Col Pd si realizza il sogno della mia vita politica». Proprio tutta. Poi cita il suo libro su Kennedy e dice «che il kennedismo è stato, con la socialdemocrazia svedese, la più alta forma di governo sperimentata dai democratici in società occidentali avanzate». E aggiunge: «A questa specie non appartengono i governi socialisti che si sono succeduti negli anni Ottanta in Europa». Questo lo avevamo capito: per Veltroni, Blair, Zapatero, Schröder sono una zavorra, ma pure Mitterrand, Papandreou, Gonzàlez. Dopo il Prodi-Veltroni (che ci fu) aspettiamo con ansia il Veltroni-Veltroni (che verrà) come luce per la sinistra europea.

domenica 7 ottobre 2007

7ottobre

opo quindici anni si ricompone la "diaspora" dell'ex Psi
Alla costituente i vecchi del partito craxiano, ex diessini ed ex Margherita

Laici e riformisti, torna il partito socialista
E la sinistra italiana si divide in tre

Boselli presenta il Pantheon: Loris Fortuna, Giuseppe Di Vittorio e Marco Biagi
Angius a Prodi: "Una svolta e un nuovo governo. Così il centrosinistra perde l'Italia"
di CLAUDIA FUSANI


Laici e riformisti, torna il partito socialista
E la sinistra italiana si divide in tre" width="280">

Enrico Boselli

ROMA - Il rosso è sempre quello, vivo, acceso, ed è dappertutto sullo sfondo e sotto il palco, una struttura semplice, tecno-elegante, tubi Innocenti e plexiglass. Al posto del garofano adesso c'è la rosa e sotto, a caratteri minuscoli, la scritta "partito socialista". Anche la musica è cambiata: l'Internazionale sarebbe per inguaribili nostalgici. Molto meglio far entrare il segretario Enrico Boselli sulle note di Imagine, di Should I stay or should I go dei Clash o dei Pink Floyd.

"Compagni, compagne, amici e amiche...", A Roma, dalle parti dell'Eur, oggi nasce, o meglio rinasce il partito socialista. Auditorium della Tecnica zeppo, facce note che vengono dal libro della storia di quel partito - Gianni De Michelis, Rino Formica, Mauro Del Bue, Ugo Intini e "Bobo" Vittorio Craxi - molte inedite, dai senatori ex diessini Gavino Angius a Roberto Barbieri a Valdo Spini, dal presidente onorario dell'Arci gay Franco Grillini al deputato, ex Margherita, Cinzia Dato. Quindici anni dopo essere stato cancellato da Tangentopoli, oggi rinasce il partito socialista.

"Oddio...", si dirà snocciolando una serie infinita di luoghi comuni, pregiudizi e timori. Boselli va oltre: "Siamo riuniti per gettare le basi ideali e programmatiche del nostro nuovo partito, il partito socialista. La nostra bussola sarà quella del partito socialista europeo". E subito dopo: "Oggi poniamo fine, finalmente, alla diaspora socialista e si rimettano insieme elettori, militanti e dirigenti del Psi e del Psdi". Applausi, qualche lacrima, un filo di commozione.

Ora, al di là delle parole, del politichese e dei punti di vista, oggi succede un fatto preciso: il centrosinistra italiano si fa in tre. Tutta colpa dello tsunami scatenato a sinistra dalla nascita del Pd. Il fatto è che "il partito socialista" nasce prima degli altri - prima del Pd anche se solo di una settimana - e prima della Cosa rossa, che si chiamerà "La sinistra", ma non è ancora chiaro se Sd di Mussi, Rifondazione, Comunisti e Verdi avranno la forza di confederarsi.

Il merito di Boselli, sintetizzando il percorso di questi mesi, è stato quello di aver individuato e delimitato uno spazio lasciato libero da Pd e Cosa Rossa. Lo spazio, dice aprendo i lavori della Costituente, "di una sinistra laica, di governo e riformista". Troppo a sinistra la Cosa Rossa. Troppo spostato al centro il Pd. Per questo sono arrivati da questa parte del fiume nomi come i senatori, ex diessini, Gavino Angius, Roberto Barbieri e Accursio Montalbano. All'ultimo congresso Ds, quello dello scioglimento a Firenze, Angius portò la terza mozione. Poi è stato incerto se passare con Mussi, ma da quella parte c'è troppo massimalismo.

Alla fine è arrivato qua, col suo 10 per cento, perché "il Partito Democratico ha tendenze neocentriste, tanto che non fa parte del Pse, la forza più grande della sinistra europea". E perché, aggiunge, "adesso si può dire che aveva ragione il Psi e torto il Pci visto che si è sciolto". In nome del laicismo sono approdati qua parlamentari come Franco Grillini e Cinzia Dato, diessino il primo, della Margherita la seconda, entrambi nella passata legislatura sono stati in prima fila per i diritti civili e la ricerca scientifica. "Questo partito - dice Grillini - lo vedo come una prateria che fa riferimento alla grande casa europea e che si fa carico di grandi temi come la ricerca scientifica e i diritti civili e fa riferimento a principi di civiltà come la meritocrazia".

Certo, resta il "vecchio" del partito. "Se andiamo a fare l'analisi del sangue a tutti, nessuno è puro" ridacchia Grillini, "il caso Unipol ha tolto ogni primazia sulla questione morale". Valdo Spini invita la platea a lasciar perdere "i percorsi passati di ognuno di noi, ne riparleremo davanti al caminetto tra qualche anno. Quello che ora stiamo facendo è la costruzione di una forza socialista, laica, riformista come quella del socialismo europeo".

Tra progetti europei, questioni che pesano come la ricerca scientifica o più semplicemente gli asili nei posti di lavoro, e propositi di ampio respiro (Rino Formica: "Il socialismo deve rimuovere le cause di disuguaglianza"), i socialisti attaccano ad alzo zero la Finanziaria, l'Unione e il pd. I socialisti nascono e attaccano il governo. Sullo schermo passa un filmato che racconta il Pantheon del nuovo partito: Loris Fortuna perchè "rammenta le grandi battaglie per l'introduzione del divorzio"; Giuseppe Di Vittorio, che fa riflettere sul "valore di un riformismo autentico"; e Marco Biagi "simbolo di un'opera per il riequilibrio delle risorse tra generazioni e per una flessibilità accompagnata da un sistema di sicurezza sociale". Il giuslavorista ucciso dalle Br nel 2002 riceve gli applausi più commossi.

Barbieri attacca la Finanziaria: "E' una manovra spot, senza una visione, piena di sostegni temporanei in cui le proposte hanno tutte una scadenza". Parlano De Michelis ("il decalogo di Veltroni sul fisco è una lista di pii desideri"), Bobo Craxi, cravatta rossa color garofano ("La nostra lealtà al governo non è infinita" e la socialdemocrazia "non è un cane morto"), Ugo Intini.

L'applauso più lungo, con quello dedicato a Boselli, lo prende Angius, è lui che ha fatto il percorso più duro e difficile per arrivare fin qua. "Benvenuto nella tua casa" lo saluta Boselli. Angius spiega perchè è arrivato fin qua: "Perchè qui oggi ci sono primarie delle idee e non delle persone; perchè il divario tra noi e il Pd è incolmabile; perchè ci sentiamo parte del Pse europeo; perchè il Pd ha una deriva troppo centrista e la Cosa Rossa troppo massimalista; perchè vogliamo un capitalismo maturo e socialmente responsabile e perchè in questo paese è in discussione il principio della laicità". Per tutto questo "nasce il partito socialista". E per tutto questo "a Prodi chiediamo una svolta e un nuovo esecutivo": "Non si può andare avanti con un governo in perenne fibrillazione, dove una forza di governo organizza la marcia del 20 ottobre contro il governo, Rutelli parla di alleanze di nuovo conio, Di Pietro presenta leggi con Fini, e ci sono due premier in servizio, uno che tira la carretta e l'altro che disegna il futuro del paese".

Il partito socialista punta, "realisticamente", a una quota di voti "tra il 2 e il 6 per cento". La prossima settimana comincia il tesseramento, "dal basso, via internet (www.costituentesocialista.it) o con conto corrente postale, non una somma di correnti". Chiuderà il 31 dicembre. A febbraio il congresso.

(5 ottobre 2007)

martedì 2 ottobre 2007


VENERDI 5 E SABATO 6 OTTOBRE 2007
AUDITORIUM DELLA TECNICA
VIA TUPINI,65 ROMA-EUR









mercoledì 29 agosto 2007